Ultimamente sto leggendo un fantastico libro che raccoglie molti degli articoli sul T3 usciti negli anni sulla stampa specializzata.

Verso la fine degli anni ‘70 gli ingegneri volkswagen studiavano una nuova versione del Transporter: le voci correvano  e l’attesa da parte della stampa e degli appassionati era forte.

Finalmente nel 1979 venne presentata la nuova versione T3.

Nell’ipotizzare la soluzione più idonea, alla VW vennero prese in considerazione  12 possibili combinazioni tra architettura del motore, posizione e l’asse di trazione. Le opzioni vennero poi valutate tramite 52 criteri, che prendevano in esame aspetti sia funzionali che estetici.

Con tutto questo scervellamento sorge spontanea una domanda: alla fine si scelse l’opzione più innovativa a livello di architettura? Decisero per una strada rivoluzionaria, mai neanche immaginata da nessun altro costruttore???

Assolutamente no. Anzi…

motore T3La scelta ricadde non solo sul vecchio motore, ma sulla vecchia configurazione in toto. Motore posteriore e trazione posteriore. Inutile dire che la stampa specializzata dell’epoca – dopo 30 anni di produzione del Transporter -  si aspettava un cambio radicale.

I motivi per cui non venne rivoluzionato da subito il motore, oppure cambiata la sua posizione, erano tanti.

Oltre agli aspetti produttivi – pare che non fosse possibile produrre il motore della Rabbit in maggiori quantità -  ce ne sono altri di carattere strutturale:

  • Secondo la VW, posizionare il motore dietro rendeva maggiore lo spazio di carico interno: 68% rispetto al 56% della soluzione motore anteriore-trazione posteriore, scelta preferita dalla case statunitensi ed europee
  • Tra le altre motivazioni veniva citata l’equilibrata distribuzione dei pesi (50% asse post e 50% asse anteriore) e il fatto che in salite con poco grip la trazione posteriore è più vantaggiosa.
  • riduzione del rumore in quanto la fonte principale è lontana dall’orecchio
  • maggiore spazio nella zona gambe della cabina guida

Chiaramente gli articoli nel libro citano anche gli svantaggi di questa architettura (onestamente non credo dichiarati dalla VW, ma tant’è…):

  • il pianale sopra l’asse posteriore era ovviamente più alto rispetto ad un mezzo con motore davanti (lapalissiamo direi…), ma il miglioramento riguarda il fatto che è abbassato di 7.9 pollici (più di 20 cm) rispetto al precedente T2.
    Questo perchè venne spostata la ventola di raffreddamento sull’albero motore anche per la  motorizzazione 1600, visto che la 2000 aveva qusta struttura già da qualche anno. In questo modo ilmotore del T3 è più “basso” e occupa meno spazio in altezza.
  • Il motore posteriore manteneva un gran difetto del T2: la sensibilità (inguidabilità??) con vento di traverso. L’impronta a terra allargata (di 2.4 inch) e la nuova linea rendono a ridurre l’effetto del vento.

Ma allora nel 1979 dove sta la novità?? Nel fatto che il resto è tutto nuovo, ripensato, ridisegnato. Qui sta la rivoluzione. Dimensioni, ciclistica, componentistica, accessori. Il salto in avanti riguardò da subito tutto quello che sta attorno al motore…infatti ottenne ottimi giudizi per abitabilità, visibilità, posizione di guida, capacità di carico, confort. Certo anche i motori ebbero modifiche e miglioramenti, ma la vera rivoluzione arrivò con la presentazione della versione diesel un anno dopo e poi con i wasserboxer.

A conferma della bontà indiscussa del progetto ci furono infatti le vendite, che già dal 1979 continuarono inarrestabili

Ecco la brochure del giugno 1979. Ahimè in tedesco…
Queste invece sono delle fantastiche foto durante le fasi di montaggio

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Un Commento a “1979: Presentato il T3. Perchè il motore rimane dietro?”

  1. Eddy says:

    Non ho ancora avuto il piacere di leggere questo libro, ma delle citazioni interessanti posso farle a riguardo.
    Un’altra grossa innovazione per il T3 è l’assemlaggio e le finiture di protezione del telaio. Di fatto il telaio T3 deriva direttamente dal “cugino” LT che nasce nel 76; a guardarlo bene difatti sembra un t3 fotocopiato al 125% … il cugino LT nasce per il trasporto medio e arriva nella versione LT45 ad un peso a pieno carico di 45 quintali, la sua struttura è quindi MOLTO robusta e il tipo di assemblaggio e macchinari della linea di produzione consentono di ottenere una rigità del telaio notevole.
    le lamiere utilizzate per il T3 sono da 1mm per le parti non portanti e 2mm per le parti strutturali che in alcuni punti si sovrappongono a 3 strati ( 6mm di ferro!). i trattamenti all’interno degli scatolati e del sottoscocca sono particolarmente curati ed i materiali sono di grande pregio ( su mezzi dell’80 si vede chiaramente la cera in alcuni punti ancora morbida!!! Sui parafanghi si arriva nei punti critici a 15mm di antisasso, per questo la struttura del T3 è quasi indistruttibile, a differenza del T2, anche in presenza di corrosione pesante è sempre possibile la riparazione ad un prezzo ragionevole.

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